“A rapporto, Capitano Spark Ling”.“Avete esaminato il reperto?”
“Sissignore, si tratta di un flacone liscio di un materiale in uso fino al XXI secolo con funzioni diverse. Credo si chiamasse vetro signore”.
“Più esattamente?”
“Stando agli esami fatti, abbiamo motivo di pensare si trattasse di un oggetto d’uso per il confezionamento degli alimenti, sigillato con un materiale che doveva consentire l’ossigenazione del contenuto”.
“E quanto al contenuto? Ho visto aprire il reperto n°2 e versarne un liquido che mi è parso simile a quello dolciastro e scuro che abbiamo scoperto aveva proprietà digestive ed euforizzanti”.
“Sissignore, lei intende quello che abbiamo trovato essere utilissimo anche nel togliere la ruggine dagli ingranaggi delle nostre astronavi”.
“È dunque lo stesso?”
“Nossignore, questo liquido non è dolce né ha tracce lontane di effervescenza. È un liquido “caldo”, se comprende la sensazione … il termine corretto per dire il vero è “alcolico” e deriva dalla fermentazione di materia prima naturale. Viene dall’uva”.
“Un frutto, se ricordo bene. Giallo e di forma allungata, non è vero?”.
“Nossignore, l’uva era un frutto a grappolo, fatto di tante piccole sfere ricche di sapore, si legge, e dolci a completa maturazione del frutto. Attraverso la fermentazione di queste, mi dicono i nostri chimici, se ne otteneva questo liquido.”
“Anche questo serviva a ripulire gli ingranaggi e dare sollievo dalle indigestioni?”
“No, a dire il vero non ne abbiamo compreso l’utilizzo pratico, né lo scopo medico. La letteratura racconta di congressi in cui lo si consumava, pare, semplicemente per … piacere”.
“Vale a dire?”
“Sembra che il berlo a piccoli sorsi risvegliasse i sensi, signore”.
“Intende dire che assumerlo consentiva di avere una supervista o un udito eccezionale?”
“Niente di tutto ciò Ci risulta difficile, in effetti, comprendere in cosa consistesse questo piacere. Abbiamo testato il reperto facendolo assaggiare ad alcuni dei nostri anziani ed il risultato è piuttosto inspiegabile scientificamente. Dicono di aver percepito molteplici odori e sapori mescolati insieme eppur nettissimi. E, cosa ancor più strana, pare che il sorseggiarlo risvegli alla memoria un ricordo di cose scomparse da centinaia d’anni: viola, tabacco, more, lamponi, e poi pepe e chiodi di garofano e ciliegie e prugne sotto spirito …”
“Ah, ecco, era quello il frutto giallo e lungo”.
*Codice Fiscale di Château Margaux 1961
Pubblicato su “q.b. quanto basta fVG” Dicembre 2010. Riproduzione Riservata.